sonetto:
Scacchisti, udite! Un’immortal tenzone
in brevi tratti il verso mio dipinge:
inoltra il Re dei Bianchi il suo Pedone,
quel del Re Nero contro a lui si stringe.
L’assalta un Cavalier, ma gli si oppone
quel della Donna e i colpi suoi respinge.
Alla quarta d’Alfier, l’Alfier si pone,
la Donna il suo Pedon d’un passo spinge.
L’altro Cavallo accorre: al primo è sopra
l’Alfiere e il preme. Egli il Pedon uccide,
benchè al nemico acciar la Donna scopra.
Ed essa muor, ma non indarno. In fallo
cadde il duce dei Neri: ei non previde
scacco d’Alfier e matto di Cavallo!

L. Guglielmo conte di Cambray-Digny